Sergio Selvelli, Milano. Metto in ordine i sistemi di marketing delle PMI, e ci costruisco sopra gli automatismi che quei sistemi rendono possibili.
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Il mio percorso è partito dalla pianificazione media per grandi marchi, è passato per la lead generation e l'e-commerce, e si è fermato dove trovo il lavoro più interessante: dentro un'azienda, a tenere insieme campagne, CRM, e-commerce e numeri per la direzione. Budget da gestire davvero, fornitori da coordinare, un titolare che vuole un numero entro venerdì.
È lì che ho imparato la cosa che porto ai clienti. Il contatto che nessuno richiama, l'anagrafica che non combacia, il report che nessuno apre: sono problemi noiosi, e sono quelli che spostano il fatturato.
Negli ultimi anni ho aggiunto un secondo mestiere al primo: costruire ecosistemi su piattaforme AI — assistenti collegati ai dati aziendali, automazioni con modelli linguistici, agenti che scrivono dentro il CRM invece che accanto.
Lavoro da solo, un progetto alla volta, con imprese fino a 50 addetti che hanno già almeno due sistemi digitali che non si parlano. Non ho un'agenzia da riempire, quindi non ho ragione di allargare un progetto oltre quello che serve.
Digital media planner su clienti internazionali. Ho imparato come si costruisce e si legge un piano, e quanto poco conti se poi i dati non tornano.
Digital strategist: funnel di acquisizione, SEO, campagne social e CRM. Il punto in cui ho visto per la prima volta quanti contatti si perdono nei passaggi.
Coordinamento marketing: architettura CRM su HubSpot con workflow e automazioni, budget trimestrale gestito in prima persona, reporting direzionale, automazione di processi di produzione, coordinamento di risorse interne e fornitori esterni.
Gli stessi due livelli che porto ai clienti: prima i sistemi che si parlano, poi gli assistenti e le automazioni costruiti sopra quei sistemi.